WHAT DO THESE TERMS MEAN?
COSA SIGNIFICANO QUESTI TERMINI?


Piccolo supporto per quanti non padroneggiano l'uso di vocaboli esotici e tecnici.
Il vocabolario è permanentemente in fase espansiva. Lemmi verranno aggiunti a seconda delle esigenze e delle collaborazioni.
a+b
Acapella plus beat - A piece of music that takes one artist's vocals and places it atop a differant artists' backing music.

[IT] Pezzo con voce di uno e base di un'altro.
Acid Pro
The most commonly used music mixing software - what a Gibson Les Paul guitar is to rock'n'roll, or a pair of Technics turntables is to hip-hop.

[IT] Il programma che ti serve
Bootleg
Any illegal music - music made from other artists' material without obtaining copyright clearances.

[IT ]Musica Illegale (senza copyright)
Boot, bootie
See "Bootleg"

[IT] Vedi sopra
Cut-Up
To take a single piece of audio (a song, a George Bush speech, etc), and chop it up, rearranging sonic elements to create a different piece.

[IT] Uno che rimonta come se fosse un video il brano musicale, taglia e incolla frammenti.
Glitch
To take a recording and add electronic skips, sometimes drowning the original song in a flurry of abstract noise.

[IT] Attaccare merda elettronica a unpezzo...magari viene fuori un gran ronzio
Grafitti
To perform live music over others' music; analagous to a grafitti artist painting over someone else's personal property.

[IT] Fare musica live con musica di altri
Instro
A term widely used in the music world as an abbreviation for "instrumentals," instros in the mash-up world mainly refer to instrumental. versions of pop songs that usually have vocals.

[IT] Versione solo strumentale di pezzo pop con voce
Legger
One who makes bootlegs.

[IT] Uno che viola il copyright
Masher
One who makes mash-ups.

[IT] Uno che fa mash ups
Mash-Up
Combining two (or more) different recordings into a single new one; the "a+b" technique (see above) is a common mash-up method.

[IT] Tipo a+b ma in generale prendi due o più pezzi per farne uno
Mix
A DJ set, typically one song seguing into the next; can be quite long.

[IT] Una serie di pezzi dementi attaccati
Pellas
An acapella recording.

[IT] Musica a cappella
Remix
To take another's music and add your own elements; e.g.: a new drum beat, new live instrument backing etc.

[IT] Remix
Turntablism
Any of the above can be done using vinyl records on turntables, but additionally, techniques pioneered by hip-hop djs such as scratching can be incorporated.

[IT] Fai il rapper con i piatti
Weiser
An uncool 'legger, an annoyance who makes mediocre music, then repeatedly posts redundant threads on message boards ("spamming"), etc.

[IT] Uno che fa il legger (cioè fa i bootleg) ma è uno sfigaz (cioè fa cagare)
White Lable
A vinyl record, usually a 12" single pressed in limited quantities, primarily for DJs. So called because of the lack of incriminating evidence on the blank label.

[IT] Vinile per DJ o rapper che non ha scritto un cazzo sopra (per cui white label: etichetta bianca) così non li arrestano
Variazione
Uno dei più esaurienti studiosi di forme musicali, Andrè Hodeir, dedica ampio spazio alla variazione: "Come l'uomo, pur così vario nella sua struttura e nei suoi comportamenti nasce da una sola cellula, l'opera deve svilupparsi a partire da un elemento unico. Tutta l'arte di chi crea consiste nel ricavare da questa cellula iniziale il massimo della varietà: è ciò che si sforza di fare la tecnica della 'variazione', una delle forme più pure della musica occidentale". Aggiungendo, tuttavia, che: "secondo la prospettiva in cui la si considera, la variazione può essere una forma o un procedimento, o entrambi. Variare un tema significa trasformarlo senza alterarne l'essenziale, sia ornandolo, sia trasducendolo, sia dando preminenza ai disegni secondari che l'accompagnano" (Andrè Hodeir, Les formes de la musique). Indicazione più vicina allo studio delle tecniche compositive è fornita dall'inventore della dodecafonia: "Il termine 'variazione' ha diversi significati. La variazione crea le forme-motivo per la costruzione dei temi, produce contrasto nelle sezioni mediane e varietà nelle ripetizioni; ma nel tema con variazioni essa è il principio strutturale dell'intero pezzo" (Arnold Sch?nberg, Fundamentals of Musical Compositions, London 1967). La 'variazione' si configura quindi come una delle più antiche tecniche usate per costruire un brano musicale. Nella tradizione musicale 'colta', al fianco all'invenzione del tema, valore molto sentito in un periodo successivo, da sempre ha contato il momento dello sviluppo, dell'organizzazione dei materiali, dell'invenzione 'variata' di cellule magari non originali o non troppo originali. Per questa ragione, come rileva Tito Aprea, moltissimi incisi tematici restano identici a cavallo di epoche e di stili (e, naturalmente, di generi): alcuni salti d'altezze, alcune direzioni dei temi obbligate da un prevedibile e raccomandato 'buon andamento' del basso che supporta le armonie, sono stati considerati come un patrimonio comune, come l'abc del linguaggio musicale, del quale tutti potevano servirsi a patto di sorprendere poi l'ascoltatore con inaspettate formule 'variate'. La medesima forma del 'tema con variazioni', addirittura, è poi diventata un modello di scrittura, laddove certe varianti ritmiche, o modalità di divisione e spezzettamento del tema, o procedimenti come dilatazione e concentrazione venivano riutilizzati per richiamare alla memoria dell'ascoltatore le opere precedenti, o quelle dei grandi compositori contemporanei, come se l'intento fosse stato non solo quello di innovare, ma anche quello di riallacciarsi implicitamente ad un linguaggio e ad una tradizione. L'arte dell'implicito citare varia molto tra i differenti compositori, e non è detto che i più 'grandi' siano stati anche quelli più innovativi e radicali. E quasi tutti, inevitabilmente, hanno fatto ricorso alla variazione, spesso su temi popolari o di altri compositori.
Trascrizione
Anche la nozione di trascrizione ha diverse accezioni. La più interessante, ai nostri fini, è quella di 'cambio di destinazione strumentale'. Attraverso la trascrizione, un brano composto originariamente per un determinato strumento viene trasformato ed adattato alle necessità di uno strumento differente, in modo più o meno fedele all'originale e assecondando problemi come l'estensione, il timbro, la possibilità di fraseggio dello strumento originario e di quello di destinazione. Esistono trascrizioni 'da concerto' (compositori come Liszt e Busoni amplificano in modo creativo l'originale con raddoppi, riempimento di armonie, etc.: si pensi all'amplissimo catalogo delle trascrizioni da concerto); e trascrizioni che diventano vere e proprie 'reinvenzioni': in tal caso musicisti come Rendano, Siloti, Petri sviluppano creativamente arpeggi appena enunciati, o completano linee di basso con temi inventati da loro. Il nuovo brano, spesso, pur mantenendo nella corretta sequenza i nomi del compositore e del trascrittore (ad esempio: Bach-Siloti), è quasi sempre stilisticamente più vicino al musicista trascrittore mostrando chiaramente quanto nella musica classica sia stato (e sia) molto comune sentire come propria l'idea musicale di un altro compositore.
Collage
La tecnica del 'taglia e cuci', già ampiamente abusata nella sua versione 'manuale', è oggi di facilissima attuazione grazie alla omonima modalità presente in qualsiasi calcolatore. Essa consente di 'selezionare' l'area di un testo o di una composizione codificata in formato Midi, oppure una qualsiasi porzione audio di un brano digitalizzato, e di servirsene in qualsiasi contesto. Usando appositi programmi, inventati inizialmente con finalità didattiche, è possibile fondere dati audio e Midi con testi ed immagini, visualizzando e ascoltando ogni frammento come se si trattasse di un 'mattoncino' o di una tessera di un puzzle, ricomponendo un contesto originale di proprio gradimento. E' facilmente immaginabile che con tali software qualsiasi persona, anche se non musicista, può permettersi di 'creare', a vari livelli, opere più o meno inedite. Come nota un attento osservatore dei nuovi fenomeni musicali, Gino Castaldo, "esiste anche, ed è in vertiginosa espansione, una tendenza al mescolamento, al riciclaggio continuo e instancabile dell'esistente, che rende ardua ogni precisa distinzione sulla indipendenza dell'atto creativo dal rapporto con quanto è già stato creato". È importante precisare che la tecnica del 'collage' fu utilizzata, in versioni molto meno edulcorate, da quasi tutti i compositori del filone della musica concreta. Naturalmente questi antesignani delle odierne tecnologie realizzavano e trattavano le porzioni audio in modo molto più sofisticato, ancorché distaccato dai desiderata del pubblico.
Scratching
I primi ad usare la tecnica dello scratch furono Hindemith e Toch nel 1930! Utilizzarono, naturalmente, vecchi dischi in vinile, e non la chiamarono in questo modo. Lo scratching è stato definito da Michel Chion come quella tecnica che consente di utilizzare "dischi di vinile e piatti di grammofoni alla stregua di strumenti: si controlla il movimento del disco manualmente e si creano così 'tracciati' sonori simili a zebrature, come tracce pungenti" (M. Chion, Musica, media e tecnologie). Sarà utile aggiungere che oggi è possibile fare scratching anche al computer a partire da formati compressi come Mp3, oppure utilizzando normali i compact disc con uno speciale mixer inventato apposta per le discoteche ed i Dj.
Sketching
Zorn nelle sue composizioni usa il termine 'sketch', ad esempio per qualificare il suo brano Roadrunner (Ed. Theatre of Musical Optics). Il termine definisce la prassi di far susseguire velocissimi frammenti audio ('schizzi', appunto). Non tutte le composizioni di Zorn sono costruite così , ma lo sono quelle che utilizzano le tecniche del montaggio (che lui desume dal cinema). In sostanza, quella di Zorn è l'estetica del collage. In un suo articolo sul cinema illustra la tecnica del montaggio cinematografico che probabilmente è la stessa usata per costruire i suoi pezzi , visto che tra gli esempi riportati nell'articolo compaiono gli stessi rettangolini presenti nelle sue partiture. Per Zorn: "il montaggio crea una serie di problemi (...) dove la materia dell'esperimento è costituita dal tempo. Spesso il montatore non ha materiale sufficiente per creare un flusso continuo ed è costretto a scegliere altrove immagini per conservare l'illusione del tempo che passa a un ritmo regolare". E ancora: "all'aumento di velocità segue la riduzione della capacità di attenzione. Se in precedenza sembravano indispensabili blocchi di informazione di un minuto, ora bastano dieci secondi". Come si vede, la velocità, il cambiamento, il flusso delle informazioni tra continuo e discontinuo hanno un ruolo centrale nell'uso della tecnica dell'assemblaggio.
Sampling
Secondo Pamela Samuelson "le tecniche di campionamento digitale permettono di 'tagliare' una registrazione sonora in parti, le quali possono essere rimescolate e combinate con altre provenienti da diverse registrazioni, producendo una nuova registrazione che non è più riconoscibile come derivata dagli originali". Purtroppo, però, talvolta la cosa non è così semplice, perché alcuni originali vengono dichiarati, magari a scopo pubblicitario, e riconosciuti dagli attentissimi produttori e dalle major discografiche... Il sampling, o campionamento, è una tecnica che può effettivamente consentire, grazie all'uso dell'elettronica, la 'cattura' di qualsiasi suono da tracks di cd preesistenti, la sua trasformazione in un dato numerico visibile al computer, un evento digitale che può essere utilizzato a piacimento, trattato, alterato, rivisitato fino a renderlo irriconoscibile. I primi 'campionatori' erano macchine costose ed ingombranti, che tuttavia permettevano di registrare i suoni, inserirli nella macchina e modificarli nei loro parametri fondamentali (altezza, timbro, intensità, durata). Il sistema del campionamento si diffuse alle tastiere, anche di tipo economico. Oggi, finalmente, si può lavorare sul campionamento con computer di basso costo, ma i risultati, la riconoscibilità dei campioni, la banalità o l'originalità del risultato finale dipendono esclusivamente dalla creatività e dall'abilità degli operatori.
Clearing
Il Tribunale Distrettuale degli Stati Uniti emette il primo verdetto inerente al campionamento musicale nel dicembre 1991, vietando al rapper Biz Markie di utilizzare nella canzone Alone Again inserita nell'album Need a Haircut (1991) alcune parti campionate tratte dalla omonima Alone Again (Naturally) di Gilbert O'Sullivan, un cantante noto negli anni Settanta. L'album fu ritirato dal commercio, e ripubblicato privo di Alone Again. Il caso ebbe una notevole risonanza anche per il fatto che dopo due anni Biz Markie diede al suo nuovo lavoro il titolo provocatorio di All Samples Creared. Da questo titolo nasce la pratica del 'clearing', che consiste nel dichiarare ai legittimi detentori dei diritti d'autore tutti i campionamenti prelevati dai loro brani ('rubati' dai compact disc grazie alle tecniche digitali oggi in uso) versando un corrispettivo in cambio del loro utilizzo.
Wall of noise
E' una raffinata tecnica del collage sonoro, migliorata da Hank Schocklee, produttore dei Public Enemy (Sandro Ludovico, "Campionare, l'arte di attingere ai suoni").
Campionamento libero
Il gruppo dei De La Soul ha dedicato uno spazio web dedicato ai campioni utilizzati nei loro dischi, rispondendo alle faq degli utenti sul loro uso. Altro organismo nato per contrastare il clearing e contestualmente favorire la libera utilizzazione dei campioni, è l'associazione no profit "Musicians against copyrighting of samples". Uno dei suoi fondatori, il musicista Uwe Schmidt ha messo a disposizione i suoi campioni allegandoli agli album (1992, Cloned: binary, in edizione limitata) (S. Ludovico).
Metacomposizione
Tecniche di metacomposizione vengono utilizzate soprattutto in ambito colto. Tra gli autori spiccano il gruppo Timet ed il suo leader Lorenzo Brusci, che, con complesse motivazioni estetiche ed uno studio dei flussi sonori tra discreto e continuo, trasformano l'operazione 'jazz' di Zorn in sofisticata elaborazione colta (ma queste differenze tra generi sono solo indicative). Timet pubblica diversi dischi (Restituzioni, La via negativa, Shadows...), su ognuno dei quali è posta la scritta "Chiunque è libero di manipolare questo disco. Se potete ammettetelo". La tecnica usata è quella di considerare blocchi di suono come materiali oggettivi da giustapporre a piacimento. In alcuni lavori c'è l'elenco dei nomi dei compositori 'sorgente', senza però precisare il titolo del brano dal quale è stato tratto il tassello inserito nella metacomposizione.
La prima parte del dizionario è la riproposizione di alcune puntualizzazioni che potete trovare -in english- al sito di M-1.
La seconda parte del dizionario rende disponibili alcune voci che potete trovare nella pagina curata da Girolamo De Simone che consigliamo caldamente di leggere.


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