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| Gli Insoliti Noti | (Pata)Track 3.0 | Sigla della terza stagione: missaggio in cut up (o stile "Il mistero del cadavere scomparso") su una scena di Hana-bi di Kitano, dove il nostro Angelo Rizzi se la prende con il protagonista, ma una telefonata... Il tutto montato a precedere un cut up tra The ECC, Sakamoto e Aphex Twin. | |
| Stefano Bollani | Baciami piccina | Abbassa la tua radio, Ermitage, 2000. | Un "Ba ba baciami piccina" nel solco della tradizione swing che riesce a pizzicare lo sforzo intellettuale di Laura D'Incà che per allaboutjazz scrive: "Parlando di jazz non ci si può sottrarre all'argomento standards. E cosa ci viene in mente? Qualcosa come "My One and Only Love", "The Night Has a Thousand Eyes", "April in Paris", "You Don't Know What Love Is"; Gershwin, Strayhorn, Cole Porter. Tutta roba americana, insomma. E non potrebbe essere altrimenti, visto che la musica jazz viene dagli Stati Uniti. Ebbene, anche noi, in Italia, abbiamo un discreto repertorio di vecchie canzoni che, guarda caso, ben si prestano a diventare materia di studio e d'improvvisazione: questo disco progettato da Stefano Bollani ne è l'inconfutabile dimostrazione." L'originale "Baciami Piccina (Ba Ba)" si deve all'inventiva del compositore Luigi Astore e dell'autore Riccardo Morbelli e raggiunse il successo grazie all'interpretazione che ne diede Alberto Rabagliati. Successo quanto mai duraturo e remunerativo, almeno per l'editore e l'autore: in classifica di vendite per due anni, dal 1940 al 41, la ritroviamo nel 1952 al secondo posto tra le hit del mercato USA grazie all'adattamento del paroliere Eddie Stanley per la cantante Rosemary Clooney. Il sig. Morbelli, nato nel 1907 e deceduto nel 1966, vanta, dall'incredibile mondo dei trapassati, royalties su questa canzone fino al 2036 - sempre che sia mantenuta e non ampliata la vigente normativa sul copyright. Per ritornare alla signorina D'incà... di cosa stiamo parlando? Lo standard tollera proprietari? Ma... |
| Insoliti Noti | introvolèmodificatovolumeok | autoprodotto, 2005. | Il pezzo è un brano strumentale che utilizza come materiale sonoro due campionamenti:
l'introduzione della canzone "Volè" dei Marta sui tubi - dal loro primo album - e le prime note di "'A' 200", dall'album "Burn" dei Deep Purple. Maggiori dettagli li trovate nel post introvolèmodificatovolumeok del blog. |
| John Oswald | Power | 69Plunderphonics69, 2001. | "Oswald melds a radio evangelist with alleged satanists Led Zepplin in the early rap track POWER. Released in 1995 by Musicworks magazine." Questo il lapidare commento dello stesso Oswald che potete trovare alla pagina "Chronology" del suo OswaldianSpaces. Il pezzo, publicato per la prima volta nell'allegato alla rivista Musicwork numero 60 dell'autunno del 1994 (e non il 1995 come dice Oswald... ci sono molte incongruenze nelle date da lui fornite. Non errori clamorosi ma piccole idiosincrasie temporali che minacciano l'attendibilità delle fonti... magari è fatto apposta... ma...), risale al 1975 ed è stato poi inserito nella raccolta di plunderphonics "69Plunderphonics69" - artistdirect.com per una breve introduzione e la tracklisting completa; altra recensione interessante la si trova su pitchforkmedia.com. Segnaliamo infine il saggio di Chris Cutler, "plunderphonia: John Oswald", presente nello stesso numero di Musicwork e tradotto in italiano per la raccolta "Falso è vero", AAA Edizioni, 1998 (lo si trova ora, credo, per Stampa Alternativa). |
| RIIA (Really Interesting Audio Adventures) | Popemobile | Sounds For The Sun-Set, 2005. | m-1.us/sounds for the sun set. Inutile dire trattasi di materiale esente e in barba SIAE, RIIA, Copyright e affini. Dal link fornito potete scaricare tutto l'album gratuitamente - se anche legalmente questo non lo so. Sicuramente avete il permesso di M-1 e degli autori della RIIA. Che poi anche gli autori campionati/manipolati/saccheggiati acconsentano... questo è il bello! O forse no... |
| DJ Pantshead | Men Without Wagons | Weapons of Ass Destruction, 2004. | Il pezzo è un mash up tra brani di Wagon Christ, Men Without Hats e The Prisoner - non che ce ne sia uno che conosca, solo che così ho trovato e io riporto. L'album, completamente gratuito e privo di Copyright - e che altro potevamo aspettarci da un membro degli Evolution Control Committee? Polenta e osei? - lo si trova al sito degli ECC alla pagina NEW SOUNDS oppure nella loro Directory FTP. Noto ora che hanno cambiato la loro favicon - l'icona a sinistra che compare nella barra degli indirizzi NdR. - ......ed è uguale alla mia (quasi)!!!! PLAAAAAGIOOOOO! La loro è più bella... ma la mia è più dritta... :) |
| Negativland | Digital Fantasy Man | Over The Edge, Vol. 8: Sex Dirt, 1995. | Over The Edge
è il titolo dello show radiofonico che i Negativland (Mark Hosler, Richard Lyons, Don Joyce, David Wills e Peter Conheim) curano e realizzano per KPFA Radio. In onda ogni giovedì a partire da mezzanotte, della durata di tre ore, è un'accozzaglia abbastanza incoerente ma intellegibile di materiali sonori di varie provenienze riassemblati, manipolati, decontestualizzati, trafugati. Interventi, interviste, campioni presi da vari media e sottratti ai supposti proferitori e proprietari. Il gruppo della zona della baia di San Francisco si cimenta ormai da anni, dal 1981, in questo collage-show radiofonico ospitato dalla trasmittente di Berkley - East Bay di San Francisco. Dal 1985 il gruppo decide di pubblicare la trasmissione - su cassetta - e ad oggi abbiamo 10 raccolte dal titolo Over The Edge - l'ultima è proprio la numero 8. Inizialmente registrate per SST Records, dal 1990 - a partire da OTG Vol. 4: DICK VAUGHN - le troviamo autoprodotte per poi, l'anno seguente, riessere publicate tutte su cd per Seeland. Se vi capita di trascorrere qualche momento alla pagina del loro sito dedicata alla DISCOGRAPHY vi renderete conto della mole e della preziosità del loro lavoro. Se poi volete gustarvi le loro puntate in diretta basta cliccare i link giusti alla pagina negativland.com/OTE live |
| Milena Gabanelli (in sudio) e Bernardo Iovene | Il sottofondo della SIAE | Report 04.10.2001, Rai3 - Radio Version 1 by Insoliti Noti | Inizia la nostra saga nel fantastico mondo della SIAE. Per l'occasione abbiamo smontato e radiofonicamente rimontato il programma d'approfondimento giornalistico di Rai3. Per quanti vogliono rivedere la puntata originale e seguire nel dettaglio il testo delle interviste: report.rai.it/il sottofondo della SIAE. |
| Ferruccio Busoni | N° 7 Chopin, Allegro Vivace | Preludes, Op. 28 | C'è chi sostiene con argomenti che Busoni (1866-1924) sia stato il primo uomo a teorizzare la possibilità d'una espressione musicale propriamente detta derivabile delle emissioni di grovigli elettrici. Chi conviene a questa posizione non la sostiene certo in questi termini. Tuttavia è plausibile caratterizzare così la figura a cui si attribuisce la prima teorizzazione della musica elettronica. Questo Preludio di Chopin che stiamo sentendo è la registrazione della versione di Busoni per Piano Roll (registrazione da Piano Roll originale credo). Ma sul più bello, a Busoni tremò la mano e perforò male la scheda. Cercò di rimediare al danno. Fece peggio. Così il pezzo passò alla storia come: "Prelude Op. 28 No. 7 and Etude Op. 10 No. 5 (Chopin) the two works are connected by an improvisatory passage" |
| Milena Gabanelli (in sudio) e Bernardo Iovene | Il sottofondo della SIAE | Report 04.10.2001, Rai3 - Radio Version 2 by Insoliti Noti | ![]() |
| Bakersfield Boogie Boys | I Get Around | Bakersfield Boogie Boys, 1980. | I Bakersfield Boogie Boys hanno avuto una carriera lunghissima e fulminante. Nati nel 1980 esordiscono nello stesso anno con l'ononimo EP. Nello stesso anno si sciolgono per sempre. Wow!. I collezionisti già premono per questa rarità formato 12". Scherzi a parte - e il valore collezionistico del loro vinile non è uno scherzo! E nemmeno che è l'unico che hanno realizzato... La traccia è una cover della famosa "I Get Around" dei The Beach Boys contenuta nel lato B dell'album "Don’t Worry Baby" del 1964. Oltre a questa canzone, l'opera in questione dei Bakersfield Boogie Boys contiene altre tre tracce: "Okie from Muskogee", "Get off my cloud" e "Flying Tigers". Allora: "Okie from Muskogee" è l'antesignano dei a+b: il testo originale della canzone è un country di Merle Haggard (vedi foto a seguire) del 1969 e la musica è quella di un improbabile "Satisfaction" dei Devo. Si deve invece ai Rolling Stones l'originale di "Get off my cloud", mentre "Flying Tigers" è tutta farina del loro sacco. I Bakersfield Boogie Boys vengono publicati per la prima volta nel 1979 inclusi nell'ELLPI "Devotees" per la Rhino Records. Il vinile raccoglie le canzoni dei vincitori di un contest indetto da KROQ-FM (Radio di Los Angeles) per le estati 1978 e 1979. L'oggetto del concorso? Le migliori interpretazioni dei mitici Devo! Nell'80 esce il loro omonimo 12". E questo lo sappiamo già. Nel '95, sempre con la canzone "Okie from Muskogee" vengono inclusi nel doppio CD "Tales from the Rhino", edito da Rhino / WEA. Infine li ritroviamo, questa volta con la canzone "I Get Around", nella raccolta "WEIRDPUNK L.A.: Late '70s/Early '80s Los Angeles Underground Sounds - Rare, Ripped From Vinyl!" a cura di SRI (Sonic Reclamation Industries) - ramo di M-1. CONSIDERAZIONI FINALI 1. L'EP "Bakersfield Boogie Boys" lo potete scaricare interamente da Wiel's Time Capsule (in an Electric Storm) che, tra le altre cose, è forse il blog di musica più bello e sensato che abbia visto negli ultimi anni!!!!!! 2. Perchè mi sono dilungato così tanto? Ma... Forse perchè mi ci sono volute tre per recuperare tutte le informazioni e per dispetto ve le ho proposte tutte senza filtro... tiè! 3. A seguire un'immagine: ![]() Questo è Merle Haggard. Classe 1937. Il 2 ottobre 2007 è uscito il suo ultimo album: "The Bluegrass Sessions". |
| Kronos Quartet | Five | Music of Bill Evans, 1986 | I Kronos Quartet non hanno certo bisogno di presentazioni e credo autogiustifichino il posto posto in questa prima playlist della seconda stagione. Ero solo indeciso se mettere "Five" (di Bill Evans) o "Purple Haze" (di Jimmy Hendrix) - dall'album "Kronos Quartet" sempre del 1986. Avendo poi inaugurato questo appuntamento con il jazz di Bollani ho opato per una scelta omogenea. PS. Se qualcuno non avesse mai sentito parlare di Kronos Quartet è a suo carico spiegarne i motivi. Comunque c'è sempre Wikipedia. |
| Claude Nougare | A bout de souffle | Claude Nougare, 1965 | Si dice che un giorno Dave Brubeck compose "Blue Rondo a la Turk". Venne eseguita per la prima volta dal The Dave Brubeck Quartet durante il "Newport Jazz Festival", il 5 luglio 1959. Ho appena scoperto che solo negli USA ci sono 20 città diverse che si chiamano Newport: ce ne è una in Arkansas, una in Indiana, ancora in Pennsylvania, Delaware, Maine, South Carolina ecc... C'è pure una Newport in Rhode Island gemellata con Imperia. Proprio quest'ultima è stata la sede del "JVC Jazz Festival" - dal 1986 il "Newport Jazz Festival" si chiama così - fino al 1971. Dal 1972 al 1980 il festival si sposta a New York per poi tornare a Newport nel 1981 - senza che l'appuntamento newyorkese venisse però soppresso. Si dice che l'ispirazione gli sia venuta dall'ascolto di "Alla Turca: Allegretto" di Mozart che sentì in questa versione in una notte di bagordi particolarmente febbrile:
"Suonata per Piano Numero 11 in A maggiore - K.331 (300i) - terzo movimento: alla turca: Allegretto" "Blue Rondo a la Turk" e "K.331" hanno in comune non solo un riferimento ai turchi nei rispettivi titoli, ma l'idea di mutuare lo stile e il tempo della tipica musica bandistica turca: fu così che vennero introdotti i tempi dispari - almeno nel jazz... per la musica classica non conosco i precedenti. Una fuga in 9/8 che boccheggia dalla fatica della velocità dell'inseguimento. Il pezzo di Brubeck piacque a tal punto che nemmeno gli chiesero il permesso di publicarlo: lo publicarono e basta - miracoli della Columbia! Dave era in tournè in Inghilterra mentre un suo disco che lui manco conosceva scalava le classifiche. Il disco era "Time Out", conteneva le tracce "Pick Up Sticks","Kathy's Waltz","Three To Get Ready", "Everybody's Jumpin'", "Blue Rondo A La Turk", "Take Five" e "Strange Meadowlark" ed era il 1959 - per la verità le tracce non si trovano tutte insieme ma in 3 relase divese uscite tra il 25 giugno, l'1 luglio e il 18 agosto 1959. "Time Out" fu il primo disco jazz a superare il milione di copie vendute nella storia della musica. Claude Nougaro nasce nel 1929 e muore nel 2004. Dave Brubeck è nato nel 1920 ed è ancora vivo (credo, ma mi pare proprio di sì). In una data imprecisata sicuramente antecedente al 1965, si narra che a Claude sovvenne una brillante idea. L'illuminazione, si dice, gli venne quando provò a leggere ad alta voce, di fila, riportando anche i segni di interpunzione, il titolo completo del "K.331" di Mozart: suonata per piano numero undici in A maggiore trattino K.331 tra parentesi 300i trattino terzo movimento due punti alla turca due punti allegretto. Rimase senza fiato. Letteralmente. "Un metatitolo!", pensò. Con ordine. Nougaro stava nel frattempo trafficando con "Blue Rondo a la Turk" di Brubeck. Precisamente stava cercando di infilare un testo decente sotto il pezzo jazz di Dave. L'idea fu di rendere la fuga in 9/8 con un testo a perdifiato. Nacque così "A bout de souffle", conosciuta anche come "A bout de souffle (Blue Rondo a la Turk)". Qui Nougaro è già vecchiotto, la canzone è rallentata rispetto all'originale del '65 e ha pure modificato alcune pause per poter prendere fiato. Chi sta sentendo la trasmissione via radio si renderà conto della differenza. Resta comunque un'esibizione notevole. Bene. Prima di lasciare questo pezzo a se stesso un'ultimo omaggio: provate a cantare il testo di "A bout de souffle" sull'originale di Dave Brubeck "Blue Rondo a la Turk" Tout était sombre dans la chambre J'entendais quelque part comme une sonnerie J'ai voulu bouger... Aïe la douleur dans l'épaule droite tout à coup Me coupa le souffle Une peur affreuse m'envahit Et mon corps se couvrit de sueur Toute ma mémoire me revint Le hold-up, la fuite, les copains Qui se font descendre... J'suis blessé, mais je fonce et j'ai l'fric Je glissai la main sous l'oreiller La mallette pleine de billets Etait là, bien sage... deux cents briques !... Somme toute ça pouvait aller Mon esprit se mit à cavaler Sûre était ma planque chez Suzy Et bientôt à nous deux la belle vie Les palaces, le soleil, la mer bleue, toute la vie... Une radio s'est mise à déverser Un air de piano à tout casser Je connaissais ce truc C'était le Blue Rondo à la Turk Dave Brubeck jouait comme un fou Aussi vite que moi mettant les bouts Soudain, la sonnerie du téléphone Mon cœur fit un bond Je pris le récepteur "Allô !, c'est Suzy, ça fait deux fois que j'appelle - Qu'est-ce qu'il y a ? - Y a un car de flics au coin de la rue Je restai sans voix, j'étais foutu - Il faut que tu files, me dit-elle Descends pas, sauve-toi par les toits" Bon Dieu d'bon Dieu, bon Dieu d'bon Dieu Encore les flics, vite le fric Et puis l'escalier de service Quatre à quatre Un vasistas était ouvert sur les étoiles Et me revoilà faisant la malle Parmi les antennes de télé Ce pognon, je ne l'aurai pas volé Trente mètres plus bas dans la rue Du Colisée c'était la cohue J'en peux plus, j'en peux plus... J'ai couru comme dans un rêve le long des cheminées Haletant, la mallette à la main, je vacillais... Sur un toit s'amorçait un escalier d'incendie S'enfonçant tout au fond d'une cour Je descendis jusqu'en bas Et me voici à trois pas d'une sortie sur la rue Quelle rue, je ne le savais plus mais tant pis Je suis sorti et tout de suite je les ai vus Quatre flics au bout de la rue Pas de panique, j'ai reconnu le bar du Living, j'y suis entré... La boîte était pleine comme un œuf Deux ou trois jazzmen faisaient le bœuf Je brûlais de fièvre, je voyais Les murs, les bouteilles qui tournaient Puis quelqu'un m'a saisi par le bras J'me retournai, Suzy était là Toute pâle elle me souriait De nouveau le soleil a brillé Dans un souffle elle me dit - Viens, j'ai la voiture tout près d'ici Nous sommes sortis mais devant moi Un poulet a crié "Ne bouge pas !" Avec la mallette je l'ai frappé Alors le coup de feu a claqué Me clouant sur place Oh Suzy, t'en fais pas Je te suis, on y va Les palaces, le soleil, la mer bleue Toute la vie, toute la vie Toute la vie... |
| Naked City | The Sicilian Clan | Naked City, 1990 | Storico gruppo con (e/o di?!) John Zorn. L'omonimo album contiene, oltre a 9 tracce originali, 7 reinterpretazioni-tributi ad altrettanti musicisti: Henry Mancini (title track "A Shot in the Dark"), Johnny Mandel (title track "I Want to Live"), Ornette Coleman (title track "Lonely Woman"), Jerry Goldsmith (title track "Chinatown"), John Barry (title track "The James Bond Theme"), Georges Delerue (title track "Contempt") e la nostra The Sicilian Clan di Ennio Morricone. Già nel 1985 John Zorn si dedicò all'arte dell'interpretazione con un tributo ancora una volta dedicato a Morricone. Uscì infatti quell'anno "The Big Gundown", 10 tracce di cui 9 del maestro italiano ed un brano tributo di Zorn (le successive ristampe di questo album inclusero altre versioni di Zorn di musciche di Morricone, tra cui "The Sicilian Clan" portando le tracce contenute in quest'album a 16). "The Big Gundown" è anche il titolo della distribuzione USA del film del '66 "Le resa dei conti" di cui Morricone firma la colonne sonora. "The Sicilian Clan" è, com'è ovvio, un brano originariamente scritto per una colonna sonora, quella del film francese "Le clan des siciliens" del regista Henri Verneuil e datato 1969. Per quanti vogliano approfondire la conoscenza di John Zorn consigliamo di fare una visita su omnology.com/zorn. Qui potete trovare tutta la sua discografia con brevi introduzioni per ogni album. Segnaliamo inoltre DISCOGRAPHY OF JOHN ZORN, la più completa ed esaustiva discografia (a quanto sembra) dedicata al sassofonista (Zorn è un polistrumentista ma il suo strumento principe è il sax). Questa discografia è molto dettagliata ma impaginata in maniera un po' caotica. Serve un po' di pazienza e un minimo di prerequisiti biografici. Aggiungiamo pure il link ad un'impensabile pagina made in jap dedicata alla colonna sonora di "Le clan des siciliens" con belle immagini in calce di alcune edizioni del vinile della colonna sonora (quelle jap fanno una certa impressione, inoltre date un'occhio al line up alla voce vocal... insospettabile! - almeno per me): www.h4.dion.ne.jp. Concludo postando da Youtube le due "The Sicilian Clan": la prima è la versione originale, la seconda quella di Zorn: ascoltate e confrontate!!!! (la versione di Zorn è più bella dell'originale!!!!) "The Sicilian Clan" original version by Ennio Morricone "The Sicilian Clan" John Zorn version |
| Apocalyptica | Nothing Else Matters | Inquisition Symphony, 1998 | Operazione non certo originale quella di riproporre con un trio di violencelli (più batteria) il repertorio heavy metal. Inoltre fa riflettere che un loro "The Best", seppure solo per il mercato jap, sia uscito dopo soli 4 album. Ma la cosa che più lascia perplessi è che di questi quattro, i primi due ("Plays Metallica By Four Cellos" del '96 e "Inquisition Symphony" del '98 ) sono una raccolta di cover dei Metallica, il terzo lavoro, "Cult" del 2000, contiene 13 tracce originali e un "Cult Special Edition" esce l'anno successivo e contiene le stesse tracce del precedente più qualche cover dei primi due album. Sconvolgentemente esce nel 2002 "Best of Apocalyptica"... ma... Nonostante tutte queste critiche resta da considerare che: 1. Questa loro versione di "Nothing Else Matters" è molto bella 2. Non sono i soliti musicisti classici "alternativi", non sono per nulla simili ai compassati Kronos Quartet o California Guitar Trio di turno... gli Apocalyptica sono veri e propri metallari che hanno sbagliato strumento!!!! Ah... gli errori di gioventù... ;) |
| Roy Paci & Aretuska | My Beutycase (Leid Crocket style) | Tuttapposto, 2003 | Qualcuno ha segnalato un gravissimo errore nel retro della copertina di questo splendido album:
Da www.nightpassage.org. Se avessi dovuto riempire io il borderò SIAE avrei scritto in grande e a chiare lettere: M-U-S-I-C-A P-O-P-O-L-A-R-E e avrei spedito un vaglia postale indirizzato direttamente a Bobby Timmons Bobby Timmons New York City Marble Cemetery New York, NY 10003 (212) 228-6401 1831 Landmark Site: Borough of Manhattan Tax Map Block 444, Lot 49 Fatevi un giro sul sito del New York City Marble Cemetery, non avrei mai pensato potesse esitere una cosa del genere... Tra l'altro, non so dove sia realmente sepolto Bobby Timmons. Non si dovrebbe mai scherzare con chi è morto a 38 anni di cirrosi epatica... |
| Arpioni | Stalingrado | Papalagi, 1995 | Versione ska del gruppo bergamasco della canzone degli Stormy Six publicata per la prima volta nel 1975 nell'album Un biglietto del tram. Questa interpretazione rende particolarmente bene il sentimento che ha ispirato il testo... sentire per credere. |